Come ogni professione, anche quella del Mentore ricopre specifiche competenze e richiede un costante aggiornamento, soprattutto in relazione alla varietà di strumenti da offrire al proprio Mentee.

Durante l’incontro di formazione tenutosi nel mese di marzo, AIM ha illustrato ai suoi Mentori alcuni interessanti metodi di organizzazione delle attività sia personali che lavorative.

Uno tra i motivi principali di stasi dell’azione che i Mentee incontrano consiste proprio nell’incapacità di gestire il tempo che possiedono per realizzare un determinato scopo e/o progetto, lasciandosi distrarre ed allontanandosi da esso.

In tale contesto, il ruolo del Mentore è fondamentale in quanto supporta il Mentee nella ricerca di un metodo di organizzazione del lavoro affine alla sua personalità, potremmo dire un metodo “personalizzato”, offrendogli sia regole da sperimentare sia la propria esperienza come esempio stimolante.

Come descrive Stephen Covey, nella pianificazione dell’agenda, bisogna far coesistere insieme le seguenti quattro aree:  

        il corpo (stabilità finanziaria, salute)

        la mente (formazione, sviluppo)

        il cuore (relazioni ed affetti)

        lo spirito (significato, contributo)

Nell’area spirituale operano i Mentori, in quanto agiscono per conferire il loro contributo agli altri ed al mondo: il Mentore offre un aiuto ed un esempio al proprio Mentee, così come il Mentee permette al Mentore di scoprire nuovi apprendimenti. E’ uno scambio reciproco di conoscenza, della quale rimarrà un meraviglioso ricordo in entrambi.

E voi, quale metodo di organizzazione delle attività utilizzate?

Testo a cura di Francesca De Fiorido